Questo post è stato scritto circa 8 mesi fa, mentre iniziava
un periodo di forte autocritica. Stavo perdendo il treno, anzi no,
stavo deragliando, dimenticandomi chi ero / chi sono e da dove vengo

Una volta in una giornata d’autunno, che era ormai primavera,
non meditavo, ma ero debole e stanco e ripensavo al me dimenticato.
Mentre chinavo la testa, quasi sonnecchiando, d’un tratto sentii un colpo,
come di qualcuno che leggermente picchiasse alla porta della mia camera.
«È qualche visitatore – mormorai – che batte alla porta della mia camera»
Questo soltanto, e nulla più.

Subitamente la mia anima divenne forte; e non esitando più a lungo:
«Signore – dissi – o Signora, veramente io imploro il vostro perdono;
«ma il fatto è che io sonnecchiavo: e voi picchiaste sì leggermente,
«e voi sì lievemente bussaste – bussaste alla porta della mia camera,
«che io ero poco sicuro d’avervi udito». E a questo punto, aprii interamente la porta.
Vi era solo la tenebra, e nulla più.

Scrutando in quella profonda oscurità, rimasi a lungo, stupito impaurito
sospettoso, sognando sogni, che nessun mortale mai ha osato sognare;
No, adesso sto esagerando, diversi mortali hanno sognato quanto ho sognato io,
Perché non può capitare solamente a me di vedere questo corvo (animale che amo)
che mi fissa e sembra voglia che io ricordi.

Allora, quest’uccello d’ebano, inducendo la mia triste fantasia a sorridere,
con la grave e severa dignità del suo aspetto:
«Salute a te fratello corvo, spero che il tuo nome non sia ‘mai più’;
«E per quelli di voi che stanno pensando a Liga-Jova-Pelù» –
Dissi rompendo la finzione scenica – «Voi, avete un vaffanculo riservato!»

Nella tenebra mi sembrava di aver scorto una figura umana, una sagoma.
Sapete come si dice, che se guardi nel buio e anche il buio a guardarti,
questa cosa mi ha sempre fatto venire i brividi.
Invero credo proprio di aver riconosciuto la mia sagoma nel buio,
e quella, esattamente come io guardavo il buio, guardava me.

«Come dite? Questa strampalata rivisitazione del corvo di Poe vi tedia?
«Potrei avere un vaffanculo anche per voi!»
Parlavo con il corvo o con l’ombra di me stesso, ma il fatto è,
che la memoria mi stava tornando. Ed il fatto è, che io non ho
più Jolly Roger in nessuna delle mie pareti…

Perché? Ho anche un brigantino con vela nera tatuato in una gamba,
io per me sono un pirata, io so di essere un pirata, di sicuro lo ero.
Ho anche un corvo tatuato… tanti tatuaggi, anche per quello sembro
un pirata. Forse non ho più una nave o una ciurma.
Da giovane avevo h(A)cktu(/|/)g, ora cosa ho?

Voglio una nave, anche senza esserne il capitano, ma deve avere la bandiera nera,
NERA TUTTA NERA E CON JOLLY ROGER CHE SORRIDE

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