jovanotti

Ok, sto titolo me lo potevo risparmiare… ma anche no. Spero solo non si offenda Guccini.
Premessa, ho visto il video della lezione di Jovanotti, quindi non sto scrivendo questo articolo dopo aver letto semplicemente articoli di altri o commenti sui vari social network. Scrivo con cognizione di causa e l’antipatia musicale che provo per Jovanotti non c’entra assolutamente nulla con quello che state leggendo.

Da quando Schettino ha tenuto lezione all’università a quanto pare tutti si sentono in dovere di farlo, per carità, effettivamente se l’ha fatto Schettino perché non provare a farlo anch’io… ah, no, spetta’n attimo, io lo facevo proprio perché mi toccava di farlo!
Quindi inizio con il dire a Jovanotti che anche nelle lezioni di storia antica e medievale i comportamenti e le abitudini culturali dell’epoca vanno contestualizzati durante la lezione, non dopo sui social o per radio. Stai tenendo una lezione, abbi l’accortezza di fare le dovute precisazioni del caso, a prescindere dal fatto che quello che tu stia dicendo è aberrante. Ebbene sì, diranno subito i miei piccoli lettori, ne sto facendo una questione di metodo e non di merito, perché nel merito ha detto una cosa banalissima, ovvero, quando avevo 15 anni mi divertivo a fare il cameriere gratuitamente perché era bello partecipare alle sagre. Il problema è che l’ha detto decontestualizzando il tutto, e il fatto che si parlasse di 30 anni fa (o giù di lì) era forse la cosa più importante. Se tu avessi detto che 30 anni fa potevi permetterti di fare della gavetta gratuitamente, perché prima o poi se sapevi fare bene il tuo lavoro avevi uno stipendio assicurato, nessuno ti avrebbe detto niente Jova. Poi se non fossi passato da Veltroni a Renzi con tanta facilità la gente non avrebbe pensato male. Insomma, stavi parlando a studenti universitari di quando avevi 15 anni 30 anni prima, ma sei comunque molto seguito da chi ha 30 e 40 anni, gente che ha letto in queste tue parole l’esaltazione della propria rassegnazione a non dover cercare niente di appagante, di dover continuare a fare gli schiavi o gli stagisti a 40 anni. Sei passato da “il mio nome è mai più” a “ciak si giri”. Un incrocio tra positivismo insensato, kalokagathia dell’ultima ora e buonismo di cortesia, tutto quello che di norma prelude allo scoppio di una guerra tra nazioni o civile, come gli ultimi tre secoli di storia insegnano.
Tornando alla questione, Jova, hai esattamente espresso, purtroppo, il vuoto di contenuti di cui tutti siamo figli. Perché il vero problema è questo, l’appiattimento culturale, morale e sociale che ha raggiunto il suo apice in questo periodo e di cui tutti siamo espressione, tu con i tuoi discorsi universitari (e i tuoi testi secondo me), io con i miei disegnetti, tutti i bloggers con i loro blog, ecc…
Però, Jova, cazzo, il metodo è il metodo!

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