2014-07-06 15.55.34

A volte osservi una persona che osserva una scultura, non credo sia importante il legame che si ha con quella persona, ma quello che trasmette. L’opera è importante e già trasmette molto, ma le emozioni degli altri sono importanti allo stesso modo, per quanto spesso possano essere totalmente contrastanti con le mie.

Probabilmente io e quella persona stavamo vivendo sensazioni molto simili, perché quella scultura sembrava dire “tu sei tu, sei quello che sei, non sei perfetto agli occhi degli altri e ai tuoi, e spesso esattamente come fanno gli altri, ti sminuisci e ti autoconvinci che non sei in grado di realizzare quello che vuoi. O peggio ancora, l’incapacità di vederti per come sei non ti fa nemmeno capire cosa vuoi, ma tu sei tu, tu sei un universo intero, sei capace di tutto e se non lo sei ti impegnerai per esserlo con ogni briciolo di forza e volontà, perché tu sei tu, e tu sei vivo.”

Inizia a piovere, la persona inizia a piangere davanti alla scultura, si amplificano le emozioni. Come se anche il cielo volesse partecipare la pioggia si fà più fitta… inizia la corsa per andare a ripararsi, ma noi restiamo lì, la pioggia piace ad entrambi e il fatto che la scultura sia all’aperto forse la rende amplifica anche le emozioni del cielo, perché noi da lì non vogliamo andarcene, non prima di aver sentito ancora per un po’ il tintinnio della pioggia sul bronzo, non prima di raffreddarci e riscaldarci allo stesso tempo.

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