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Come buona parte degli italiani anch’io uso diversi social network, e li trovo anche utili ed interessanti, ergo provo piacere ad usarli e non li uso più solamente per motivi lavorativi. Quello che forse mi ha spinto a spendere ben 18 euro per l’acquisto di un dominio+hosting condiviso al fine di realizzare un mio sito personale, è il fatto che a lungo andare ho iniziato a trovare i social network spersonalizzanti, e non solamente per la scarsa libertà nella modifica grafica dei suddetti, ma proprio dal punto di vista dell’individuazione dei tratti distintivi individuali.

Fondamentalmente non percepisco più il social network come una cosa ‘mia’, si, carico le mie foto e le condivido con i miei amici, così come faccio con i video, o con brani musicali. Ma il ‘postare’ quanto detto non rende ‘mio’ lo spazio che il social di turno mi offre, perché viene comunque a mancare quel briciolo di individualità che rende il mio ‘blocco virtuale’ differente da quello di milioni di altri.

No, non voglio dire che il mio è un atto che riporta l’individuo al centro della rete, contro i grandi che controllano giocoforza il web, anche perché continuerò ad utilizzare i social network. Quello che dico è che probabilmente con questa mia ricerca della mia individualità all’esterno del preconfezionato ho in piccola parte rimesso me stesso al centro di ‘me’, sradicandomi, anche solo per brevi momenti, dal blocco virtuale comune e spersonalizzante, e donandomi pochi minuti di individualismo, minuti nei quali mi sono ricordato appunto di sapere anche scrivere qualcosa di personale che deve rimanere tale, indipendentemente dal fatto che poi venga condiviso o meno…

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