2015-05-20 22.27.12

Non voglio certo parafrasare Amleto, prima di tutto perché ormai di Amleto si è fatto scempio in ogni modo e non voglio essere io uno tra quelli che contribuisce nel modo peggiore alla conoscenza di Shakespeare, secondo poi perché materialmente non c’entra una mazza e preferirei non prendere abitudini da giornalista RAI.

In breve, ho aiutato il figlio di un mio amico che frequenta il primo anno di scuole superiori. Un liceo con specializzazione informatica. Voleva una mano per un compito in HTML, una roba semplice, niente di che. Ho chiesto di vedere degli esempi di come preferiva dichiarare determinate cose la loro prof. Sarebbe stato meglio che la prof. col senno di poi si dedicasse a Shakespeare. Tutti i documenti fatti da loro iniziavano senza la cosa fondamentale, la dichiarazione di linguaggio… roba che il W3C l’avrebbe condannata a morte. Infatti nessuno dei documenti ha passato i test W3C. Poi ho scoperto che la prof. non aveva idea di cosa fosse il W3C, d’altronde perché conoscere il consorzio che si occupa proprio di regolare il web e nello specifico proprio i linguaggi com HTML? Perché?

L’importante era dire al ragazzo “No, non si fa così, è sbagliato, invece di incorporare qui dovevi usare CSS”.
Domanda: “Avete fatto CSS?”
Risposta: “No”
Quindi “sbagliato” è opinabile, il codice funziona è da i risultati voluti, anzi fa anche qualcosa in più, inoltre facendo la validazione W3C non dà nessun errore. Ma aveva senso iniziare una diatriba con un tale elemento? Piuttosto non sarebbe stato meglio tirarsela abbestia, del tipo “Ah, vedo che obiettivamente devo tener nota dei tuoi consigli, d’altronde hai anche tu lavori fatti in tutto il mondo, tipo la fiera internazionale del Design di Pechino, gli stand multimediali della CONAI, ecc…”

Alla fine ho preferito tacere.

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